(m.m.) L’ex consigliere comunale Fulvio Rebesani mi invia una missiva che pubblico integralmente qui di seguito. Il blog è aperto ovviamnete ad ogni tipo di confronto.
Non condivido e contesto le posizioni di Vicenza Riformista sul libero mercato che a Vicenza ed in Italia non ha finora trovato controlli od indirizzi efficaci. Gli unici tentativi seri furono di Ezio Vanoni, in parte, e di Riccardo Lombardi con la programmazione economica ma si tratta di scelte di cinquant’anni fa. Dopo, sulla regolazione del mercato, molte parole ma pochi fatti. In mancanza di controlli il mercato, cioè le imprese, le finanziarie, le banche e simili possono agire senza limiti (sono pochini anche quelli penali dopo l’abolizione berlusconiana del falso in bilancio) e possono anche evadere al civico dovere fiscale. Tanto, ammesso che proprio li vogliano scovare, tra ricorsi ed attese va tutto in prescrizione, abbreviata sempre da Berlusconi. Senza con ciò toglier nulla al meritorio lavoro della Guardia di Finanza che, appunto, viene vanificato dal governo e dalla magistratura competente. Così nel tritacarne del mercato nostrano, comunale e provinciale, finiscono non solo i diritti sociali, il diritto di uguaglianza e di giustizia sociale, ma pure le persone: famiglie ridotte sul lastrico assieme a piccole e medie imprese.
Inesorabilmente, come stiamo vedendo e leggendo ogni giorno. A Vicenza poi i poteri forti trovano una strana sensibilità alle loro esigenze. Lo si é visto con il “piano Lodi” che vorrebbe regalare un’altra colata di cemento fra Bertesina e Settecà: approvato dal centro-sinistra con la scusa, non veritiera, dell’atto dovuto. Perché quando si tratta di “lor signori” sbuca spesso fuori che l’appagamento dei loro appetiti é appunto un atto dovuto, con beneplacito di certi dirigenti comunali che sollevano eccezioni solo quanto si tratta di contestar l’abuso edilizio nella costruzione della basa USA al Dal Molin.
Il mercato, regolato in Italia ed a Vicenza solo a parole, é il punto di orientamento di Vicenza Riformista perché se essa fa politica a 360 gradi, nel nome ambiguo e mercantile della trasversalità, se ritiene di superare le divisioni e le categorie storiche ed ideali di sinistra e destra (v: tavola rotonda del luglio 2006 su La Domenica di Vicenza) cosa altro le resta? Non certo la Costituzione perché su questa sinistra e destra sono purtroppo profondamente divise. A Vicenza Riformista resta solo il mercato, come regolatore della vita economica, sociale, politica. Sulla base del mercato si potrà dialogare con i poteri forti e con buona parte della classe politica locale. Un dialogo “proficuo”.
Dai mezzi di comunicazione locale, dai comportamenti di certi personaggi, da talune scelte politiche ed amministrative vicentine mi sono fatto l’idea che nel nostro comune si sia formato un forte gruppo di potere nel quale hanno un ruolo primario alcuni industriali metalmeccanici ed alcuni immobiliaristi-costruttori edili. A tale gruppo sono attenti il Giornale di Vicenza e Vicenza Riformista con in testa il suo presidente Ubaldo Alifuoco. Sembra che ultimamente anche alcuni esponenti di spicco della attuale maggioranza abbiano una certa contiguità. Vogliamo degli esempi, o delle coincidenze? Un po’ di tempo fa a Torri di Quartesolo i gruppi Ingui e Valbruna avevano pianificato interventi edificatorii collegati alle Piramidi. La amministrazione comunale locale non sembrava condividere questa massiccia operazione, circa 200.000 metri cubi di cememnto. La medesima amministrazione venne a trovarsi per un certo periodo al centro di forti critiche su Il Giornale di Vicenza. Accadde poi che i porgetti speculativi ebbero alla fine l’agognato via libera. Le critiche si attenuarono sensibilmente.
Nel 2006, tramite alcuni giornali, misi a conoscenza la cittadinanza del fatto che dagli atti giudiziari penali relativi alla realizzazione del nuovo teatro, risultava un rapporto della Polizia nel quale si scriveva «… Inoltre, sempre per quanto appreso in città e negli ambienti comunali, l’operazione [teatro-Pomari-terreno ex Beltrame, NdR] si perfeziona nel senso che l’Ingui interviene sui consiglieri di opposizione [centro-sinistra, NdR] in modo che questi siano meno refrattari ai progetti di giunta. Ad esempio, in città gira voce che il consigliere DS Alifuoco sia “a libro paga” dell’Ingui…». Dopo qualche giorno Il Giornale di Vicenza dedicò una intera pagina a difesa di Alifuoco con una sua intervista. Il Comitato vicentino contro gli abusi edilizi si occupò di alcune speculazioni edilizie riconducibili gruppo Ingui. Il Giornale di Vicenza, a differenza del periodo precedente, non diede più alcuno spazio né alle conferenze stampa, né ai suoi comunicati del comitato. Invece ospitò le critiche contro di questo: anche quelle oltre la legge. Ovvero, due pesi e due misure. I numeri di Vicenza Più del 2 e del 9 maggio ospitarono due articoli di critica politica ad Alifuoco e a Vicenza Riformista. Il successivo lunedì 11 Il Giornale di Vicenza pubblicò una forte critica all’editore del settimanale accennando addirittura a sue possibili irregolarità fiscali: gli episodi riferiti, ammesso e non concesso che fossero veri, erano di alcuni mesi fa. Si tratta solo di coincidenze? Di esercizio del diritto di informazione? Oppure non sono affatto coincidenze per cui verrebbe da pensare che la mamma chiama ed il picciotto risponde? Siano i lettori, con la loro testa, a rispondere a queste domande.
Fulvio Rebesani